mercoledì 22 aprile 2009

L'Aquila, 2009

... già, la notte del 6 aprile ero lì, all'Aquila, dentro la cara "Casa Tartari", un palazzetto del 1400... ero con i miei amici di sempre, ci siamo salvati tutti, incredibilmente perchè è venuto giù di tutto, più di metà edificio sbriciolato in 20 secondi, mentre noi eravamo lì non sapendo se ne saremmo usciti...
C'è poco da dire, o forse troppo, non so... 
di fronte a una catastrofe simile le uniche cose che si possono fare sono aiutare chi si può come si può e avere il massimo rispetto per il dolore di chi ha vissuto quei tremendi momenti che hanno cambiato per sempre migliaia di vite, e ne hanno stroncate qualche centinaio. 
Felice per tutti gli amici ritrovati salvi, partecipe del dolore di chi è rimasto in tenda senza la propria casa, di chi ha perso i propri cari.
Ogni parola che si aggiunge in più sembra solo superficialmente inutile, di circostanza. Forse è meglio non scrivere.
Forse è meglio rimanere in silenzio nel rispetto di chi ha vissuto quei momenti tremendi, e di chi continua a viverne le conseguenze ma che non pensa ad altro che rimettersi in piedi perchè, per fortuna, è stato il loro primo pensiero dopo, o forse anche prima, delle lacrime. 

Il cumulo di macerie della foto è quel che resta della nostra "Casa Tartari", a parte un paio di muri dall'altro lato...  ci abbiamo lasciato tutti un pezzo di vita.